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il gatto dall'occhi diversi

Silente s'aggira fra tetti e viali
squarcia la notte di graffi e lamenti,
lui che si ciba dei beni e dei mali
d'uomini e santi e dei loro momenti.

Sovente il guardo volge a nobil cose
che l'anime imperlan comprendo orrori,
altre volte ad essi l'occhi lui pone
a tramutar feci in splendidi fiori.

Striscia nel fango tra crani e cemento
cade la pioggia sull'umido mondo
di bestie e di schiavi nel loro armento.

La testa mi volgi tra i tanti persi
nell'ego diviso: santo ed immondo,
sei solo un gatto dall'occhi diversi.

L'Uomo Alato

Il ticchettìo d'un'esistenza,
racchiuso
sotto cieli grigi
di battiti d'ali.
Essenze ed effigi di mondi
normali,
ma grida nel pianto
di troppe stagioni
l'arida steppa di rosso manto
delle passioni.
Il palpitìo d'un cuore
estroverso,
batte il tempo
a musiche e suoni.
Piangono signori e signore,
sempre,
nell'udire ogni verso
prima ch'esso svapori.
Scivola via nel vento la voce
fioca,
di chi troppo ascolta
e mai ha parlato.
S'odono stormi, parole levate
in cielo,
è questo l'andare
dell'uomo alato.

Luna

Sognator che la luna miri e aneli
de suoi raggi spiri d'esser sazio,
dacchè fanciullo volgesti ai cieli
l'occhi e speranze di svanir lo strazio.

Tristo nel blu annegavi i tuoi pensieri
ebbro d'un limpido vuoto pallido
dimenticavi allor prigion dov'eri
e via volavi d'immenso avido.

Ma luna in ciel platonica restava
con occhi di Gioconda a ricambiar
l'amor dell'onta che di lei sognava;

altro non eri che uno dei tanti
che volser lo sguardo all'astro infedele
causa di sogni, ma causa di pianti.

calvizie

Or soffian bufere
e fruscian le foglie
pel lercio viale,
nell'ore men nere
la neve si scioglie
pe' un giorno tornare;

come i soffici veli
di spose e puttane
su strade o divani,
già volan gli steli
i rami e le frane
di terra e d'umani.

S'espone il tuo capo
all'ira del gelo
e all'arida pioggia,
giacchè sul tuo scalpo
non trovan il pelo
che loro scoraggia.

orme

mi trovo ad ardir d'un fremito nuovo
folle risuono di folli pensieri
son forti passioni quelle che provo
dell'ego lamenti di oggi e di ieri:

la carne, la linfa, note stonate
di mille assoli ed un solo strumento
ora son lievi or grandi bordate
increspan miei lidi in ogni momento.

D'ogni nobile arte sono l'artista
ma di nessuna io sono lo autore:
com'un venturiero col suo apripista,

seguo i sentieri perfetti e battuti
da grandi passioni e immense visioni
lascio mie orme pei luoghi vissuti.

Temporale

Già schioccan scintille
pei cieli cobalti
dal vento percossi,
si' piovon faville
e sempre più alti
son l'alberi scossi.

Schiuma ora il mare
tossiscon le fronde
planan gli uccelli,
e vedo tremare
le ciocche tue bionde
e gli occhi tuoi belli;

ma calda la mano
cinge il tuo viso
d'un nuovo tepore,
e torna pian piano
un dolce sorriso
e passan le ore.