Etichette

Non vedo altro che il silenzio

Non vedo altro che il silenzio,
ombra nella notte di ciò che fu
ardito pensiero dei codardi
che sfuggono alla logica del fare.
Non sento che un profumo
e s'appassisce tutto il resto
come fiori decadenti;
muoiono per l'umido
che li rese rigogliosi.

Gabbiano

Con gli occhi della notte
ogni ombra ha il tuo viso,
ed ogni sospiro nel buio
ha la tua calda voce.
I miei pensieri, marinai,
remano contro:
seguon solo le stelle;
e tra tutte le stelle
seguono te.

Ed anche quel gabbiano
vola e mi parla di te
da lontano.

Scalar le vette

Scalar le vette
più ispide ed aguzze
volendo il mare

Baciami ancora

Baciami ancora
per non respirare
quest'acre tempesta,
aspetta l'aurora
nel dolce sognare
che sempre ci resta.

Vivon comprando

Vivon comprando
amari edulcoranti
e muoion presto

Come il criceto

Come il criceto
s'affanna per la corsa
sul breve mondo.

Droste

Non più penna ma tastiera
le mie dita van sfiorando
e la musa più sincera
dai ricordi va affiorando,
come fiori in primavera
le sue labbra sto assaggiando.
E con lei quì accanto
io vi narro questo canto.

Era un mondo decadente
fatto d'avide menzogne
per sopir tutta la gente.
Fosser'uomini o carogne
differivan d'un fendente
come sorci nelle fogne.
E chi anela p'un sorriso
più non può farci buon viso.

Presi il mare per fuggire,
per scordare il mio passato,
per riuscire a smentire
tutto quello che ero stato.
Ma trovai per la mia strada
la mia ombra e il suo operato,
e la prua al sol nascente
rivolgei tristemente.

Come il porco nel recinto:
dopo giorni di battaglia,
finirà a darsi per vinto
e la porta più non scaglia.
Il suo animo s'estinto
a emular questa marmaglia.
dona il cibo ad una belva
e scordando andrà la selva.

Come Erasmo l'olandese,
de li folli ammiratore,
io m'accorgo a più riprese
che se savio l'uomo more,
non sì furbo esso si rese
nel crescer dopo l'albore.
E dei vecchi folli e infanti
ascoltar dobbiamo i pianti.

Sol non sono e ciò m'aggrada,
ma al contempo mi rattrista:
mille voci senza spada
non san più aprirsi la pista
e periscon per la strada,
che da nulla poco dista.
E appassiscon le speranze
contemplando queste danze.

Due specchi che si osservano
sono mondi somiglianti,
nel mezzo i sogni remano
come demoni tra i santi.
Le forze presto scemano
perché i mari sono tanti
ma tra loro tutti uguali,
son farfalle senza ali.

Non mi resta che sperare
di spaccare qualche vetro,
imparare a volare
e lasciarmi tutto indietro;
La mia musa riabbracciare
e schiarire un mondo tetro.
Esser forse senza inganno
come i folli e quel che fanno.