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Mesopotamia

Ogni respiro confuso nel vento
e tutti i fiumi versati nel mare,
fregiar le labbra del solo parlare
di tutta la vita un breve momento.

La via di casa d'un nomade stanco,
come minestra nel giorno di festa
del grande banchetto è quello che resta:
quell'ultima mano vinta dal banco.

Sei la burrasca che copre la voce:
canto e grido d'amanti morenti
di tutti i silenzi il solo loquace.

D'ogni uomo la sposa e la madre,
Oceani dentro ampolle di vetro
gli occhi tuoi piangono il Tigri e l'Eufrate.

La Tigre

Del sangue bollente
che in queste vene
scorre impetuoso,
disseti sovente
la voglia che viene
nel dolce riposo.

E dopo una volta
che d'ogni mio umore
ricolmo è il tuo corpo,
ancor disinvolta
continui per ore
a chiederne un sorso.

Tigre mai sazia
azzanni fremendo
la preda ignara,
ti chiedo la grazia
nel letto morendo
oh vile zanzara.

Il Sereno

L'impeto
nel suo tetro candore
sgozza
innocenti i pensieri.

Mani nel buio
tremuli i fuochi
dipingono,
e tiepide carni
come dolci clivi
disegnandoci
unisoni.

Nella notte grigia
e nordica,
l'abbraccio è tempesta
volteggiare di stormi
e soffio d'oceani.

L'occhio al cielo
volto
scorge il sereno:
attimo interminato
saturo e vacuo
di soave
violenza

S'ode il tuo profumo nell'aria marcia

S'ode il tuo profumo nell'aria marcia:
sei l'unico sorriso a un funerale,
l'ultimo sorso in fondo alla bisaccia,
la più dolce carezza ed il pugnale.

E per quanto mi dilani il dolore
ed io anneghi nel tuo gelo distante,
ogni tuo colpo è per me come un fiore
forse appassito, ma il solo importante.

Come soffiare sulla fiamma ardente
per vederla brillare come prima
col rischio che divampi e ti divori,

così incasso qualuqnue tuo fendente
e stretto alla speranza da una cima
respiro innamorato questi fiori

Non vedo altro che il silenzio

Non vedo altro che il silenzio,
ombra nella notte di ciò che fu
ardito pensiero dei codardi
che sfuggono alla logica del fare.
Non sento che un profumo
e s'appassisce tutto il resto
come fiori decadenti;
muoiono per l'umido
che li rese rigogliosi.

Gabbiano

Con gli occhi della notte
ogni ombra ha il tuo viso,
ed ogni sospiro nel buio
ha la tua calda voce.
I miei pensieri, marinai,
remano contro:
seguon solo le stelle;
e tra tutte le stelle
seguono te.

Ed anche quel gabbiano
vola e mi parla di te
da lontano.

Scalar le vette

Scalar le vette
più ispide ed aguzze
volendo il mare

Baciami ancora

Baciami ancora
per non respirare
quest'acre tempesta,
aspetta l'aurora
nel dolce sognare
che sempre ci resta.

Vivon comprando

Vivon comprando
amari edulcoranti
e muoion presto

Come il criceto

Come il criceto
s'affanna per la corsa
sul breve mondo.

Droste

Non più penna ma tastiera
le mie dita van sfiorando
e la musa più sincera
dai ricordi va affiorando,
come fiori in primavera
le sue labbra sto assaggiando.
E con lei quì accanto
io vi narro questo canto.

Era un mondo decadente
fatto d'avide menzogne
per sopir tutta la gente.
Fosser'uomini o carogne
differivan d'un fendente
come sorci nelle fogne.
E chi anela p'un sorriso
più non può farci buon viso.

Presi il mare per fuggire,
per scordare il mio passato,
per riuscire a smentire
tutto quello che ero stato.
Ma trovai per la mia strada
la mia ombra e il suo operato,
e la prua al sol nascente
rivolgei tristemente.

Come il porco nel recinto:
dopo giorni di battaglia,
finirà a darsi per vinto
e la porta più non scaglia.
Il suo animo s'estinto
a emular questa marmaglia.
dona il cibo ad una belva
e scordando andrà la selva.

Come Erasmo l'olandese,
de li folli ammiratore,
io m'accorgo a più riprese
che se savio l'uomo more,
non sì furbo esso si rese
nel crescer dopo l'albore.
E dei vecchi folli e infanti
ascoltar dobbiamo i pianti.

Sol non sono e ciò m'aggrada,
ma al contempo mi rattrista:
mille voci senza spada
non san più aprirsi la pista
e periscon per la strada,
che da nulla poco dista.
E appassiscon le speranze
contemplando queste danze.

Due specchi che si osservano
sono mondi somiglianti,
nel mezzo i sogni remano
come demoni tra i santi.
Le forze presto scemano
perché i mari sono tanti
ma tra loro tutti uguali,
son farfalle senza ali.

Non mi resta che sperare
di spaccare qualche vetro,
imparare a volare
e lasciarmi tutto indietro;
La mia musa riabbracciare
e schiarire un mondo tetro.
Esser forse senza inganno
come i folli e quel che fanno.

Uomo Comune

Storia d'un vecchio votato alle lacrime
sorpreso in giardino a carezzar le rose,
è storia d'un giovane a scrivere pratiche
dentro un ufficio stracolmo di spose.

E perdi la calma e poi la ritrovi,
comprare del sesso per non amare:
arte di pochi strozzati dai rovi.
E' un mondo cane, riprendi a fumare.

Comprati l'anima una volta ogni anno
poi buttala al cesso e scarica in fretta,
passa i giorni a rinnovare l'inganno:
il mondo è una torta, ingoia la fetta.

Un bel giorno finirai per strozzarti
e quella smorfia di morte che avrai,
agli occhi miei che sto qui a cantarti,
parrà il sorriso che non avesti mai.

Sei il più subdolo dei suicidi
in questo purgatorio ove t'annidi.

Pianti di falene

Tumulti di sirene
e pianti di falene,
ceroni sciolti su alati sogni.
Piume bagnate e volto affannato
annego nell'oro colato.

Suonan gli ottoni
spifferi d'odio
tra l'altre emozioni.
Che lei mi perdoni,
di sofficie seta
scivola via
unica e lieta
la vita mia.

Lunga notte

Graffio vetri nella notte
m'urlo addosso un gran silenzio,
un cuscino stringo forte
d'una lacrima c'è il segno.

Si rigiran quei pensieri
dentro a veli sconfinati
ed i sogni, miei carcerieri,
non vorrei mai terminati:

sei il più rosso dei tramonti
che ogni sera mi rapisce
e come tutti gli orizzonti
ti seduce e poi sparisce.

Io ripenso a quel calore...
a quel turbine di fiati
che s'annega nel sudore
e ci lascia quì abbracciati;

e ripenso all'albeggiare:
lievi raggi su un sorriso
di due labbra da baciare
e una carezza lungo il viso.

Graffio ancora vetri e cado
in un sonno lieve e tetro
dove dritto avanti vado,
ma mi guardo sempre indietro.

Come un cane abbandonato
sulla neve in pieno inverno,
spero all'angolo accucciato
che finisca questo inferno.

Viaggio

Ruvida la realtà ti gratta via
vivido il desiderio si mescola
al vuoto, ai gridi e all'agonia,
volare o cadere
non lo sai finchè non baci
la terra e il suo sapore;
come un lago è solo cielo
finché il sasso non lo increspa,
ma cavalcando onde concentriche
non arriverai che alla stessa riva
dove adagio le ingiallite foglie
muoiono.
Scegli dunque la via,
non l'arrivo.

A Costanza

Non chini sui libri
con l'odio velato
di bimbi innocenti,
ma con un sorriso
presto asciugato
da grandi scoperte;

non chiusi nei mondi
tessuti sul nulla
di menti perdute,
ma con occhi tondi
marea che ci culla
tra nuove vedute.

Ricordi lontani
dipinti nei sogni
degli anni passati,
furono i fari
che tutti i giorni
ci hanno salvati:

iridee conchiglie,
insetti di legno,
girini e pulcini,
furon le sfide
che lasciaron segno
su tanti bambini.

Col senno del poi
e gli occhi invecchiati
d'adulto sapore,
affioran tra noi
i significati
d'ogni tuo ardore.

Quest'ultimo canto
con voce spezzata
è nostra speranza,
che finito il pianto
non sia mai scordata
l'eterna costanza.

Equinozio

Non schiudono i fiori al tuo calor
che tutto arde e nulla a poco scioglie,
sole di agosto nel tuo furor
si bruciano presto tutte le voglie.

La timida luce d'inverni freddi
congela i pensieri e toglie parole,
ultima foglia che dal ramo scendi
sei l'eco silente di ciò che muore.

Ma tiepido è l'aire in questa terra
che ognuno segretamente brama,
volgi le tue vele a questa stella

verso la voce che a se ti chiama;
t'insegnerò a fiorire a primavera,
sarò nessuno se nessuno t'ama.

*

Quell'ultimo alito di vento,
sprezzante della tua acconciatura,
ti rese in un sol momento
una donna e non più una figura.

Antarctica

Ice and space
in a fired night,
in a frozen day,
dreaming your face
breathing it right,
just sleep and stay.

And a sun awakes:
warm fingers 'round you
but no skin to feel them,
all that leaks
is a damned truth,
we're a plant with no stem.

White melting reality
and the smoke of distance;
what we get is what we lost:
just long for have serenity
but for it have no patience
and like this island... we're frost.

belle di notte

A noi destinati a sentire
parole e versi
d'uomini persi
possa un giorno tornare
il vento alle vele
il blu sulle tele
per venir ancor ad amare
donne impure
ma forti e sicure
da frantumar vetri senza ferirsi
e come fiori nella notte
aprirsi.